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Storia

Calligrafia


L'origine storica della scrittura non è ancora stabilita con totale certezza, ma gli studiosi sembrano concordare sul fatto che siano stati i Fenici, per primi, a creare una forma organizzata del pensiero in forma... concreta.

Le prime forme di scrittura, che non erano basate come quelle odierne su singole lettere raggruppate in un alfabeto, erano composte da simboli che richiamavano l'aspetto dei vari oggetti (pittogrammi e, successivamente ideogrammi). Una delle più note è quella egizia, usata nelle decoratissime piramidi.

Successivamente, i segni sono stati via via modificati, fino a perdere la stretta connessione agli oggetti, per arrivare a simboli grafici legati, piuttosto, ad un suono o fonema.

In occidente, l'alfabeto romano delle epigrafi, derivato da quello greco, rappresenta forse l'esempio più elegante di forme armoniche e piacevoli alla vista. In effetti la scrittura di tutti i giorni era ben diversa e molto si fatica a leggere un brano scritto in corsivo romano. Al contrario, l'alfabeto (solo maiuscolo anche questo) della Rustica Romana, usato in prevalenza per gli scritti letterari, è certamente molto più leggibile.

L'invenzione della stampa a caratteri mobili, a metà del '400, non toglie del tutto il lavoro ai calligrafi (ma ai copisti certamente sì...!), in quanto gli alfabeti dei caratteri di stampa vennero per molto tempo ancora ideati e realizzati da calligrafi. Oggi la tecnologia è tale che quasi tutto viene prodotto elettronicamente, ma ancora con la collaborazione di grafici e calligrafi che, manualmente (il mouse ha sostituito la penna d'oca) curano l'aspetto di ogni singolo carattere.


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